Quasi 280 milioni di anni fa, il supervulcano che collegava Trento a Merano eruttò con una forza tale da implodere su sé stesso. Sul cratere ormai spento è nata la città di Bolzano: origini burrascose che hanno segnato la storia dei secoli a venire. A testimoniare questa violenza ancestrale sono le rocce di porfido solidificato che formano le cornici naturali della città. Le cicatrici di una sofferenza così antica sembrano aver attirato ferite storiche ancora oggi palpabili tra i muri che raccontano anni bui e lotte d’identità.
Nascosto tra le spioventi rocce di magma solidificato, troviamo uno scrigno verde nel quartiere di Gries: la Passeggiata del Guncina. Antico luogo di cura degli Asburgo intitolato a Enrico d’Asburgo-Lorena, questo sentiero stupisce per il suo microclima. Qui la flora mediterranea convive con zone aride dove dominano cactus e agavi, alternate a oasi ombrose di magnolie e piante officinali.
Il cuore della città è puramente gotico. Facciate affilate guardano vicoli stretti e medievali, a tratti spettrali: è impossibile non alzare lo sguardo per ammirare la maestosità dei tetti, fulcro di un’epoca votata alla bellezza decorativa. Contrapposta al centro non solo fisicamente, la “parte italiana” di Bolzano è divisa dal Torrente Talvera. Al di là del ponte, si aprono i quartieri costruiti durante il Ventennio fascista per i lavoratori reclutati dal Veneto. Qui dominano i viali dall’architettura razionalista, squadrata, dove i simboli tipici e il Monumento alla Vittoria restano testimoni di un periodo storico travagliato e complesso.
Il Torrente Talvera collega il cuore affilato del Corno Bianco di Pennes all’ampia valle dell’Adige.
La lunga e stretta gola della Val Sarentino, scavata nei secoli dalla forza dell’acqua, si apre arrivando in città: qui le acque impetuose diventano un placido scorrere tranquillo. Gli argini, un tempo aspri, si trasformano in verdi clivi e prati curati, creando l’oasi di pace preferita dai bolzanini per staccare dalla frenesia della vita moderna. Fin dal 1905, grazie a un’importante opera di bonifica, gli argini del fiume sono stati trasformati in ampi parchi e aiuole fiorite. Le passeggiate del Lungotalvera offrono percorsi pianeggianti ideali per il trekking urbano che raggiunge Ponte Sant’Antonio, dove si trova il grazioso borgo arroccato dominato dal caratteristico campanile verde. È un giro semplice, adatto a tutti (famiglie con passeggini incluse), perfetto per chi cerca un ritaglio di pace a pochi passi dal centro storico.
Qui, sorge la sentinella vivente di un’epoca, Castel Roncolo (Schloss Runkelstein). Il castello venne costruito nel lontano 1237 su ordine dei nobili Vanga, arroccato su uno sperone aguzzo di roccia porfirica. Tuttavia, fu nel 1385 che acquisì la bellezza che lo rende unico al mondo: i fratelli Niklaus e Franz Vintler, potenti mercanti di vino, lo acquistarono per trasformarlo nel simbolo del loro successo. Non essendo nobili di stirpe, i Vintler vollero stupire la corte: fecero ampliare la struttura e la decorarono con lo splendido ciclo di affreschi profani, visibili ancora oggi, che raccontano con minuzia la quotidianità della vita cortese, scene di caccia e saghe cavalleresche come quelle di Re Artù.
La passeggiata a Castel Roncolo è un’esperienza semplice e suggestiva. Il percorso lungo il torrente Talvera permette di ammirare Bolzano da una prospettiva diversa, lontano dal traffico. Una volta arrivati, è d’obbligo una sosta all’Osteria di Castel Roncolo: qui potrete gustare piatti tipici seduti a un tavolo, guardando la valle dalla finestra proprio come un cavaliere medievale.
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